Kino

Kino – cinema dal greco κινεω (kineō) krećem se (mi muovo).

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Kum

Kum, /kûːm/, sost. masch.

Padrino. Può riferirsi al padrino di battesimo oppure al testimone di nozze.

Dal proto-slavo *kъmotrъ>*kumъ e dal latino compater (con + pater che in italiano ha dato compare).

La parola del giorno(4)

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Džep

Džep /d͡ʒêp/ pl. džepovi. Sost. maschile.

Tasca. Dal turco cep ← arabo ǧäyb.

La parola del giorno(3)

Fraseologia

gledati (samo) (svoj) džep guardare solo al proprio interesse.

imati koga u džepu avere qualcuno in pugno.

poznavati kao svoj džep conoscere qualcuno o qualcosa molto bene (come le proprie tasche).

za svaki (svačiji) džep economico, per tutte le tasche.

Vedi Abdulah Skaljić, Turcismi u srpskohrvatskom jeziku, Svijetlost, Sarajevo, 1966, p. 230.

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Ćorav

Ćorav, /t͡ɕôraʋ/ aggettivo.

Cieco, privo della vista da uno o da entrambi gli occhi. Sinonimo di sl(ij)ep, più frequente nella lingua parlata. Da ćor> turco kör > persiano kur کور

La parola del giorno(2)

Fraseologia e proverbi

ćorav karte ne igra il cieco non gioca a carte (ovvero, se non fai attenzione o non ti dedichi a un gioco o a un lavoro, perdi).

i ćorava kokoš nađe zrno anche la gallina cieca trova il chicco (ovvero, anche l’inetto con un po’ di fortuna puo’ riuscire in qualcosa).

na ćoravo approssimativamente, “alla cieca”.

ostaviti se ćorava posla lasciar perdere le cose inutili, che non portano a niente.

Sintagmi

ćorava kutija , scatola cieca: scatola in cui durante le elezioni del 1945 si inserivano i fogli elettorali di chi non aveva votato per il Fronte Popolare (Narodni Front).

ćoravi gulaš goulash senza carne.

ćorsokak vicolo cieco

Vedi Abdulah Skaljić, Turcismi u srpskohrvatskom jeziku, Svijetlost, Sarajevo, 1966, p. 187.

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Usta

Usta /ǔːsta/, bocca.

Dal sanscrito oşţhah e dal proto-slavo *usta.

YOU ARE SIMPLY THE(1)

Fraseologia (non completa)

iz tvojih usta u Božje uši Che Dio ti ascolti (speriamo che avvenga ciò che hai appena detto).

baciti u usta mangiare qualcosa “al volo”

govoriti na tuđa usta parlare a nome di qualcun altro

pečeni pilići padaju u usta benessere, fortuna

ide mi voda na usta mi viene l’acquolina in bocca

iz usta si mi oteo (izvadio)mi hai tolto le parole dalla bocca

zaćepiti usta tappare la bocca

prst na usta taci

još mu ide ml(ij)eko iz usta è ancora giovane, ha ancora la bocca sporca di latte

puna su mu usta (koga ili čega) parla sempre di qualcuno o qualcosa

razvezati usta blaterare(spesso dopo qualche bicchiere di troppo)…

Vedi Branislav Božinović, Recnik sanskritskih i srpskih reci, libro I, Pesić i sinovi, Beograd, 2000, p. 75.

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Jok

Jok, /jok/, avverbio di negazione.

Si usa per esprimere dissenso. Dal turco yoktur (non c’è), nei proverbi popolari viene utilizzato come sostantivo indeclinabile: “udario joktur u kesu ” (non ci sono soldi, il sacchetto è vuoto). L’avverbio jok > tur. yok (inesistenza) si usa soprattutto nella lingua parlata. Vedi anche l’albanese jo (non) .

Ad esempio:

-jeli brate, jel ima turcizma u našem jeziku???
-ma jok….

NDT.

-Fratello ci sono turcismi nella nostra lingua???

-Ma no…

La parola del giorno(1)

Vedi Petar Skok, ETIMOLOGIJSKI RJEČNIK HRVATSKOGA ILI SRPSKOGA JEZIKA, JUGOSLAVENSKA AKADEMIJA ZNANOSTI I UMJETNOSTI, Zagreb, 1971, p. 411.

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Palačinka

Palačinka/palatʃǐːnka/, sostantivo femminile.

È un piatto tipico dell’area mitteleuropea, simile alla crêpe francese, ma priva del burro, la sua composizione è a base di farina, uova, latte e zucchero. Dall’ungherese palacsinta, e dal romeno plăcintă < lat. placenta < gr. πλακοΰς (torta, focaccia).
A molti risulterà quantomeno singolare l’accostamento semantico fra una crespella e una placenta uterina ma effettivamente hanno la stessa forma nonchè lo stesso etimo.
In tedesco Palatschinke. YOU ARE SIMPLY THE

Vedi Petar Skok, ETIMOLOGIJSKI RJEČNIK HRVATSKOGA ILI SRPSKOGA JEZIKA, JUGOSLAVENSKA AKADEMIJA ZNANOSTI I UMJETNOSTI, Zagreb, 1971, p. 591.

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Ožujak

Siamo lieti di inaugurare la rubrica "La parola del giorno".

Ožujak, /ǒʒujak/, sostantivo maschile.

In serbo e in italiano, così come in moltissime altre lingue indoeuropee si tratta del mese di Marte (marzo)>lat. Martus. Terzo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, il primo della primavera nell’emisfero boreale, dell’autunno nell’emisfero australe, conta 31 giorni e si colloca nella prima metà dell’anno. Il nome in serbo mart deriva dal dio romano Marte, dio della guerra, poiché pare che fosse il periodo in cui iniziavano le guerre (probabilmente nel nostro emisfero dopo la pausa dovuta alla rigidità degli inverni si era più pronti per combattere).

Nella variante croata è ožujak, la cui etimologia si potrebbe ricondurre a “mese bugiardo” (dal tempo incerto come suggeriscono anche le varianti polacche łżykwiat, łżekwiat e łudzikwiat). Il nome deriverebbe da bugia (laž) e dai suoi derivati lažuj, lažujak, dunque lžujak (in protoslavo *lъžujьkъ, derivato da *lъžь ). La consonante liquida “l” si sarebbe poi trasformata in “o”.

Vuk Stefanović Karadžić lo annota come lažak nel suo Srpski rječnik del 1818.

ожујак

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